Compliance & UDI

Magazzino e UDI dei dispositivi medici in studio: obblighi e gestione

Dal 2024 lo studio dentistico ha l'obbligo di registrare e conservare in formato elettronico i codici UDI (Unique Device Identification) dei dispositivi medici che utilizza, in particolare quelli impiantabili e di classe superiore, per garantirne la tracciabilità lungo tutta la filiera. L'obbligo nasce dal Regolamento UE 2017/745 (MDR), il cui articolo 27 disciplina il sistema UDI e la conservazione dei codici da parte di istituzioni e operatori sanitari; in Italia il quadro è completato dal decreto del Ministero della Salute dell'11 maggio 2023 (in vigore dal 19 luglio 2023) e dal regime sanzionatorio del D.Lgs. 137/2022. In pratica: ogni impianto, membrana o biomateriale tracciabile deve essere annotato con il suo codice, collegato al paziente e conservato per anni. Un magazzino digitale ben strutturato trasforma questo adempimento da onere burocratico in processo automatico.

Cos'è il codice UDI e perché riguarda il tuo studio

L'UDI è un codice univoco internazionale che identifica in modo inequivocabile ogni dispositivo medico immesso sul mercato. Introdotto dal Regolamento UE 2017/745 (MDR), serve a rendere tracciabile un dispositivo dalla produzione fino al paziente in cui viene impiantato o su cui viene usato. Il codice si compone di due parti:

Quali dispositivi devi registrare

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L'attenzione degli organismi di categoria (ANDI, CAO) si è concentrata sui dispositivi a maggior rischio. In sintesi, la registrazione e conservazione del codice UDI è richiesta soprattutto per:

Per i dispositivi non ancora etichettati con UDI, nella fase transitoria è ammesso continuare a tracciare numero di lotto e marcatura CE in cartella clinica o nel passaporto dell'impianto. In caso di dubbio sulla classe di un dispositivo, verificare con il fabbricante o un consulente.

Da quando e per quanto tempo conservare

Le fonti di categoria indicano il 15 gennaio 2024 come momento in cui l'obbligo di registrazione elettronica è divenuto operativo per i professionisti. I tempi di conservazione comunemente indicati sono:

Trattandosi di termini che possono essere aggiornati, è opportuno verificarli periodicamente con il proprio consulente o con la propria associazione di categoria.

Le sanzioni

Il D.Lgs. 137/2022 ha introdotto un impianto sanzionatorio per il mancato rispetto degli obblighi di tracciabilità: le fonti di settore riportano sanzioni amministrative che possono variare, a seconda della violazione, da alcune migliaia fino a diverse decine di migliaia di euro. Il dato esatto applicabile al caso concreto va verificato con un consulente.

Come gestirlo senza impazzire: il magazzino digitale

Registrare a mano un codice UDI per ogni impianto, collegarlo al paziente e ritrovarlo dopo dieci anni è un lavoro che, su carta, non regge. La strada corretta è un magazzino integrato alla cartella clinica:

Deskvibe gestisce il magazzino UDI in modo nativo dentro il gestionale: il codice viene registrato una sola volta e resta legato alla cartella del paziente e all'intervento. La differenza dell'AI agentica di Deskvibe è che non si limita a conservare il dato, ma lo esegue: segnala lotti in scadenza, associa automaticamente il dispositivo al piano di cura e tiene il registro pronto in caso di controllo, senza doppie digitazioni.

Fonti

Domande frequenti

Devo registrare l'UDI di tutti i materiali dello studio?+

No. L'obbligo si concentra sui dispositivi impiantabili e di classe superiore (tipicamente classe III e, ove indicato dal fabbricante, IIb/IIa). Per gli altri materiali si seguono le indicazioni riportate in etichetta; in caso di dubbio verificare con il fabbricante.

Da quando è scattato l'obbligo?+

Le associazioni di categoria indicano il 15 gennaio 2024 come momento operativo per i professionisti, nel quadro dell'MDR (Reg. UE 2017/745, art. 27) e del decreto ministeriale dell'11 maggio 2023.

Per quanto tempo devo conservare i codici?+

Comunemente si indicano almeno 10 anni per i dispositivi medici e almeno 15 anni per gli impiantabili. Trattandosi di termini che possono essere aggiornati, conviene verificarli con il proprio consulente.

Cosa rischio se non registro l'UDI?+

Il D.Lgs. 137/2022 prevede sanzioni amministrative pecuniarie. L'importo dipende dalla violazione e va verificato con un consulente.

Basta un file Excel?+

È teoricamente possibile, ma poco sicuro sul lungo periodo: un magazzino digitale integrato alla cartella clinica riduce gli errori, collega il codice al paziente e rende il dato reperibile per tutta la durata di conservazione richiesta.

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